Perché viene il tumore al seno? Questa è una domanda a cui anche molti dottori farebbero fatica a rispondere. Le cause e i motivi possono essere legati ai propri geni o a motivazioni esterne. In questa guida cercheremo di capire le principali motivazioni e i rimedi più comuni.

Alcune definizioni importanti

La maggior parte dei noduli al seno non sono cancerosi; in ogni caso alcuni di essi richiedono di essere valutati ed esaminati al microscopio per avere la prova della loro benignità. Prima di scoprirne le cause e i rimedi, è importante comprendere alcune parole chiave utilizzate per descrivere il cancro al seno, come per esempio:

Il termine carcinoma indica un cancro che comincia a svilupparsi nella pelle di organi come il seno. Quasi tutti i tumori al seno sono carcinomi, definiti anche carcinomi duttali o carcinomi lobulari.

I dotti ed i lobuli della mammella sono di tessuto ghiandolare, quelli che producono il latte materno, per intenderci, così i tumori che si manifestano in queste aree sono spesso chiamati adenocarcinoma.

Il termine carcinoma in situ viene utilizzato con riferimento alla fase iniziale del tumore, quando esso è ancora confinato allo strato di cellule dove ha cominciato a svilupparsi. Nel caso del cancro al seno, il termine in situ sta ad indicare che le cellule tumorali restano confinate ai condotti. Esse non si sviluppano nei tessuti più profondi del seno né si diffondono ad altri organi del corpo e per questo a volte tali tumori sono indicati come non- invasivi o come tumori al seno pre-invasivi.

A differenza del precedente il carcinoma invasivo infiltrante è un tumore invasivo che si sviluppa oltre lo strato di cellule dove è nato.

sarcomi sono tumori che partono dai tessuti connettivi, come il tessuto muscolare, il tessuto adiposo o i vasi sanguigni.

Le cause del tumore al seno

Nessuno conosce quali siano le cause esatte del cancro al seno, spesso i dottori non riescono a spiegarsi il motivo per il quale una donna sviluppa il cancro al sano ed un’altra no. La ricerca ha dimostrato che le donne che presentano determinati fattori di rischio hanno una maggiore probabilità di sviluppare il cancro al seno, la presenza di un fattore di rischio sicuramente aumenta la possibilità di contrarre la malattia, come per esempio:

Età: la probabilità di sviluppare il cancro al seno aumenta con l’invecchiamento della donna. Nella maggior parte dei casi il tumore al seno si manifesta nelle donne di età superiore ai 60 anni.

Pregressa esperienza di cancro al seno: una donna che ha già sviluppato la malattia in passato ha maggiori probabilità di sviluppare il cancro nell’altro seno.

Storia familiare: per una donna il rischio di sviluppare il cancro al seno è maggiore se la madre, la sorella o la figlia ne sono già state colpite. Inoltre il rischio aumenta se il soggetto ha avuto il cancro prima dei 40 anni di età.

Variazioni del gene: i cambiamenti di alcuni geni presenti nel DNA aumentano il rischio di cancro al seno.

Storia mestruale e riproduttiva: le donne che non hanno figli o che hanno avuto il loro primo figlio dopo i 30 anni hanno un rischio leggermente più elevato di sviluppare il cancro al seno.

Razza: il carcinoma alla mammella è diagnosticato più spesso nelle donne bianche piuttosto che in quelle latine, asiatiche o afro-americane.

Radioterapia al torace: le donne che hanno fatto la radioterapia al torace corrono un rischio maggiore di cancro al seno.

Densità del seno: il tessuto del seno può essere denso o adiposo. Le donne anziane le cui mammografie mostrano un tessuto prevalentemente denso, sono maggiormente esposte al rischio di cancro al seno.

Essere in sovrappeso o obesi dopo la menopausa: la possibilità di avere il cancro al seno dopo la menopausa è più elevata nelle donne che sono in sovrappeso o obese.

Le cure e le principali terapie

In generale quasi tutte le donne con un cancro del seno, indipendentemente dallo stadio in cui si trova il tumore, subiscono un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati, esistono tuttavia ulteriori approcci che possono essere:

La terapia locale che è destinata al trattamento di una zona specifica senza influire sul resto del corpo, come la chirurgia e la radioterapia.

La terapia sistemica si riferisce invece ai farmaci che possono essere assunti per via orale o direttamente nel flusso sanguigno così da raggiungere le cellule tumorali in qualsiasi parte del corpo, come per esempio la chemioterapia.

I pazienti ai quali non viene più riscontrato il cancro dopo l’intervento chirurgico, vengono sottoposti ad una terapia sistemica adiuvante. In alcuni casi le cellule di cancro possono staccarsi dal tumore primario della mammella per diffondersi in tutto il corpo tramite il flusso sanguigno, ciò avviene anche nelle fasi iniziali della malattia. Queste cellule non possono essere individuate attraverso un esame fisico o tramite radiografie, per di più non generano alcun sintomo.

Altri pazienti vengono sottoposti a terapia sistemica, di solito la chemioterapia, prima dell’intervento chirurgico in modo da ridurre il tumore, nella speranza che ciò consentirà di sottoporre poi il paziente ad un intervento meno estensivo. In tal caso la terapia prende il nome di terapia neo-adiuvante.

La cosa importante è tenere sempre sotto controllo la propria salute e fare controlli costanti.